Mito Lancia

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Storia Lancia

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vincenzo lanciaLa Lancia nacque nel 1906 ad opera di Vincenzo Lancia.Da subito, però, il florido Vincenzo dovette scontrarsi con un "leggero intoppo": il prototipo fu costruito in un'officina minuscola e, una volta completato, non passava attraverso l'ingresso del locale. In ogni modo, malgrado questo piccolo problemino, la produzione si avviò e dopo soli tre anni iniziarono i lavori d'ampliamento degli stabilimenti. La produzione andava a gonfie vele, grazie anche alla commessa per motorizzare il Regio Esercito. Intorno agli anni '20 si definì chiaramente la direttrice che l'azienda avrebbe dovuto seguire: realizzare vetture esclusive e con soluzioni tecniche d'avanguardia. In pratica, Lancia s'ispirò all'automobilismo inglese e, per l'azienda, il mercato d'Oltremanica diventò una delle piazze principali.



Il primo colpo alla stabilità dell'impresa arrivò nel 1937: Vincenzo Lancia morì stroncato da un infarto. Intanto la guerra coinvolse il nostro Paese e negli anni '50 iniziò la ricostruzione.Assunse il comando della società Gianni Lancia, figlio del fondatore. In quel periodo la Lancia fu succube di una gestione finanziaria poco oculata: furono investite ingenti somme nelle competizioni, senza ottenere successi e perciò, dopo il deludente impegno in formula 1 (che portò la Lancia a regalare nel 1955 le proprie vetture a Ferrari), l'azienda diventò sempre più traballante e neanche le vittorie ottenute nei rally, negli anni '60, riuscirono a salvarla. I proprietari cedettero la società che, nel 1969 (dopo vari passaggi di proprietà), entrò nell'orbita Fiat.Analizziamo ora la produzione di vetture di prestigio. (Per brevità tralascerò i primissimi modelli Alfa, Beta, Delta e Theta).

DAGLI ANNI '20 ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE: LA NASCITA DEL MITO

Iniziamo il nostro viaggio dalla Lambda (1923-1930), vettura che emerse per le notevoli innovazioni che introdusse. Fu la prima auto al mondo ad avere la scocca autoportante, alla quale erano ancorate sospensioni a ruote indipendenti. I propulsori erano dei quattro cilindri a V stretto, con cilindrate di circa 2100cc e 2600cc ai quali si aggiunse il 3960cc della Dilambda (1929).

Seguì alla Lambda, l'Astura del 1931. Motorizzata con un V8 di 2600cc, divenne l'auto di rappresentanza del Duce (anche per l'estetica regale ed imponente che ben si conciliava con le linee guida del design fascista). L'Astura fu accompagnata da una serie di vetture di classe media che mantennero le caratteristiche d'eleganza unendole, però, a propulsori di piccola cilindrata. E' il periodo delle Artena (1925cc), ma soprattutto, dell'Augusta (1200cc) e delle Aprilia - Ardea (1351-903cc) che contribuirono ad aumentare la diffusione delle vetture Lancia sia estero sia, soprattutto, nell'Italia autarchica.

 

GLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE

Il 1950 fu l'anno dell'Aurelia. Berlina molto bella e dalle grandi pretese. Telaisticamente molto valida; fu progettata con la soluzione transaxle (cambio al retrotreno) ed ebbe due varianti di sospensione posteriore, tra cui il famoso ponte De Dion. Purtroppo la equipaggiarono con motori ridicoli: la prima versione (la B10) montava un 1750 V6 con appena 57cv (!). Già dal '51 però si utilizzò sulla B21 un due litri da 70cv. In seguito le potenze (e le cilindrate) dei propulsori continuarono a salire fino a raggiungere 115cv e 2.5 litri. Da ricordare dell'Aurelia, la bellissima B24 Spider America di Pininfarina.

La Flaminia del 1956 fu l'ultima vera Lancia di prestigio. Una grande berlina dotata di motori 2.5 e 2.8 con potenze da 100 a 125cv. Fu l'auto per eccellenza del Papa e di vari presidenti della Repubblica. Degne di nota sono poi le varie spider e coupè realizzate da maestri quali Pininfarina, Touring e Zagato.Dopo la Flaminia, il buio…


LANCIA FLAVIA:UNA NOBILE DECADUTA

La Flavia - (1960) non riuscì a reggere lo scettro d'ammiraglia, nonostante le numerose innovazioni che introdusse: fu la prima auto italiana a trazione anteriore, motorizzata da un boxer di 1.5 litri, che divennero poi 1.8 e 2.0. La due litri del 1971 era dotata d'iniezione elettronica. Purtroppo la nuova tecnologia (motore a cilindri contrapposti, iniezione elettronica e trazione anteriore) fu soggetta a tanti, tantissimi problemi d'affidabilità che non furono celati neanche dai ricchi allestimenti che il modello vantava.

 

lancia flavia berlina

 

 

1969: Viene lanciata l' Autobianchi 112 (Dal 1968 AUTOBIANCHI è stata INTEGRALMENTE assorbita DA FIAT S.p.A. ). Vettura dalla linea compatta , caratterizzata da un ottimo rapporto abitabilità - ingombro esterno e da alcune soluzioni destinate a migliorare la sicurezza passiva, come il serbatoio posto davanti alle ruote posteriori. La 112 è rimasta sul mercato fino al 1985. I numerosi restyling susseguitisi negli anni ( 1975-1977-1979-1982 e 1984)non hanno mai stravolto l'impostazione e lo stile della simpatica utilitaria. La versione ABARTH è stata quella più ambita dai neopatentati (e non solo!) degli anni '70 e '80, il motore decisamente potente per l'epoca ha dato parecchia polvere ai semafori e sulle strade di montagne a blasonate berline e coupè. Cilindrata 989 cm cubici, 58 cv a 6600 giri/min, 150km/h velocità max !!!!!!!!


Sulla falsariga della Flavia vediamo nascere la Gamma: un'improbabile ammiraglia due volumi (1976), motorizzata dal boxer 2 litri della progenitrice e da un altrettanto improbabile 2500 con soli quattro cilindri, anch'essi contrapposti. La vettura aveva un buon comportamento dinamico mortificato, purtroppo, dai propulsori: il 2,0 litri era un motore vecchio e inadeguato e 2500cc era lento, pesante, assetato e poco potente. Fu un autentico fallimento, nonostante il supporto della bellissima versione Coupè (afflitta dagli stessi problemi della berlina). Fu prodotta in pochissimi esemplari, non entrò mai nelle classifiche di vendita, e arrivò al 1984 agonizzante.

 

lancia gamma

 

 

Intanto, dall'81 in poi, il ruolo di vera ammiraglia di casa fu gradatamente ricoperto dalla Beta Trevi: in sostanza una Beta (la media a due volumi degli anni '70) tagliata di netto poco dietro il montante posteriore per far posto ad una coda che costituiva il terzo volume. Benché non fosse bella (sembrava realizzata da un boscaiolo, a colpi d'ascia), aveva una certa eleganza. Peccato per gli interni: le ultime serie non avevano una plancia "normale", furono equipaggiate da un cruscotto dal design molto avveniristico che ricordava il pannello di comando di un'astronave. Non vendette molto e arricchì la già cospicua la lista d'insuccessi commerciali (nonostante la vittoriosa carriera delle Lancia nei rallies degli anni '70 e '80) …

 

lancia beta trevi

 

Gli anni Ottanta vedono il successo della Delta, della Prisma (la Delta con il baule), della THEMA e della Y10. Tutti questi modelli contribuiranno a far diventare la Fiat il primo costruttore di automobili in Europa. Per la storia dei singoli modelli consigliamo di andare nella sezione MODELLI

 

 

lancia delta rally

 

lancia y

 

Gli anni Novanta vedono invece un appiattimento della gamma e il lancio di modelli poco convincenti, sarà dal 1995 che le sorti economiche del brand LANCIA saranno in mano alla utilitaria Y. Discreto successo per la Dedra, la berlina di casa, la K invece non riesce a conquistare il pubblico come fece prima la Thema, la colpa forse della linea molto spigolosa e le rifiniture non all'altezza hanno fatto il resto. Molto utilizzata invece dagli enti pubblici come auto di rappresentanza. Esce di scena nel 2000 per essere sostituita dalla Thesis, alla quale è riservata la stessa sorte per una linea troppo retrò e per la mancanza di un adeguato 3.0 V6 Diesel.

 

lancia k

 

Ci sarà anche il lancio di una grande monovolume realizzata in collaborazione con il gruppo francese Peugeot-Citroen sin dal 1995 con il lancio della Fiat Ulysse- Lancia Zeta - Peugeot 806 e Citroen Expert che condividevano la medesima piattaforma ed i relativi motori; la versione Lancia si distingueva per l'elevata cura nei dettagli e per l'utilizzo di materiale pregiato per la selleria e per le rifiniture.

lancia zeta

Nel 2002 debutta l'erede della Zeta, è la Phedra che è sempre frutto dell'alleanza industriale italo-francese, resterà in produzione fino al 2010 quando dopo dell'accordo strategico che Fiat ha realizzato con Chrysler, una parte delle vetture americane saranno vendute in Europa con il brand di Chivasso.

Altro modello poco fortunato del periodo è l'ammiraglia THESIS che esce di scena nel 2009, dopo l'ennesimo flop commerciale......
Una discreta percentuale della componentistica della Thesis è stata utilizzata per la Maserati Quattroporte che ha debuttato nel 2004, che invece ha aiutato in maniera determinante il rilancio del Tridente.

 

 

interni lancia thesis

 

L'accordo strategico tra Fiat Group e Chrysler Group siglato nel 2009 permette al brand Lancia un consistente allargamento della gamma e della rete di vendita europea. Infatti, su volontà di Fiat Group (che nel frattempo è diventatao azionista di maggioranza del Gruppo Chrylser)  dal 2011 la gamma Lancia viene coordinata con quella Chrysler: il marchio americano viene ritirato dal mercato europeo, e le concessionarie vengono assorbite dalla Lancia. I prodotti a marchio Chrysler saranno venduti in Europa col marchio Lancia e ciò permetterà al costruttore di Chivasso di diventare un costruttore generalista. La rete di vendita Lancia commercializzerà anche il marchio Jeep, e sarà presente in tutta Europa, ad esclusione dei mercati anglosassoni dove resterà il marchio Chrysler.

 

Chrysler Delta

 

Chrysler Delta lanciata in Gran Bretagna ed Irlanda - GuidoItaliano.it

 

 

Entro dicembre 2011 debutterà la Lancia Thema (sarà la Chrysler 300 completamente aggiornata e modificata con annessa trazione posteriore) , la leggendaria Voyager che sarà marchiata Lancia e forse dovrebbe debuttare la Lancia Flavia cabriolet ( che sarà la Chrysler 200 restyling 2011 già vista al Salone di Ginevra e di Francoforte 2011)

 

LANCIA FLAVIA CABRIOLET

lancia voyager

 

LANCIA THEMA 2012

 

LANCIA THEMA 2012

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Ottobre 2011 09:29